Microbioma: quello intestinale ed orale si trasmettono da persona a persona
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di Elisabetta Cretella
Un recente studio pubblicato sulla rivista Nature rivela che il
trasferimento di ceppi di microrganismi tra individui che vivono a stretto
contatto, per lunghi periodi, è importante nel determinare la composizione
genetica del microbiota.
ll genoma
di ciascun individuo, cioè l’insieme di tutto il DNA contenuto nelle sue
cellule, è ereditato dai genitori e rimane alquanto stabile nel corso di tutta
la vita.
L’eccezione a questa stabilità è causata da un accumulo di variazioni
nucleotidiche, le cosiddette mutazioni, imprevedibili e allo stesso piuttosto
limitate. Al contrario, la composizione genetica dell’insieme dei
microrganismi ospitati da ogni individuo, chiamato microbiota umano, è fornita
alla nascita ma cambia nel tempo.
Il microbiota umano è soggetto ad una elevata
variabilità perché fattori come lo stile di vita e il tipo di dieta ne modulano
la composizione. Poiché i microrganismi che compongono il microbiota umano non
possono sopravvivere all’esterno dell’organismo, la maggior parte di essi è
acquisita mediante interazione diretta con altri individui.
Per quanto riguarda il microbiota intestinale
la colonizzazione dell’intestino umano inizia al momento del parto, per
trasmissione dei microrganismi della madre, e poi continua a modificarsi nel
corso di tutta la vita. Come si acquisiscono e si trasmettono nella popolazione
tutte le modifiche del microbiota e del microbioma (l’insieme del patrimonio
genetico di tutti i microrganismi che compongono il microbiota) rimane ancora
un mistero.
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| Figura 1 - Il microbiota intestinale si trasmette soprattutto attraverso trasferimento verticale dalla madre al nascituro. |
Il numero ridotto di studi ne rende difficile una maggiore
conoscenza così come le difficoltà di acquisire informazioni complete sulle
diverse specie di microrganismi ospitati da ogni individuo e sulle loro
varianti genetiche. Caratteristiche, queste, essenziali per determinare come
avviene la trasmissione dei microrganismi.
Una
specie di microrganismi è formata da vari ceppi. I microrganismi che
appartengono a questi ceppi hanno la maggior parte delle caratteristiche tra
loro simili. Si dice che hanno un elevato grado di omologia perché elevata è la
somiglianza del loro DNA (circa del 70%). Un singolo ceppo, però, mostra anche
delle differenze rispetto agli altri ceppi, causate in parte dall’ambiente in
cui vivono (in questo caso dall’organismo in cui vivono).
Riuscire ad isolare ed analizzare il DNA dei singoli ceppi è necessario per capire come avviene la trasmissione di questi microrganismi. Secondo lo studio, la condivisione dello stesso ceppo di microrganismi presente nel microbioma intestinale è maggiore tra la madre e i neonati durante il primo anno di vita. Tuttavia, c’è una certa condivisione degli stessi ceppi tra persone che convivono, anche se non imparentate per via genetica. La percentuale di ceppi condivisi è del 12% per le specie di microrganismi che compongono il microbioma intestinale e del 32% per il microbioma orale. Questo effetto potrebbe essere dovuto ad un contatto fisico molto stretto, anche se iniziato in età adulta. Infatti, tra partner si osserva una condivisione del microbiota intestinale ed orale rispettivamente del 13% e del 38%. Il tempo trascorso dall’inizio della convivenza influenza la percentuale di condivisione di uno specifico ceppo (da più tempo è iniziata la convivenza, maggiore è la percentuale di condivisione dei ceppi di microrganismi).
Si tratta di un fenomeno parzialmente reversibile. In assenza
di contatto per lunghi periodi la percentuale di ceppi condivisi tende a
diminuire.
Poiché
individui non imparentati e che vivono lontano tra loro non condividono quasi
nessun ceppo - è stato calcolato un tasso medio di condivisione dello 0% - le
interazioni sociali sembrano avere un ruolo non trascurabile nel plasmare il
microbioma.
In
particolare è stato visto che la trasmissione del microbiota intestinale
avviene soprattutto dalla madre al neonato (trasferimento verticale), resta
stabile durante l’infanzia per poi mantenersi abbastanza simile anche in età
adulta. Madre e figlio condividono circa il 50% degli stessi ceppi tra le
specie di microrganismi presenti. Al contrario, la trasmissione del microbioma
orale si verifica soprattutto in maniera orizzontale, tra due persone non
imparentate geneticamente, ed è potenziata dalla durata della convivenza.
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Figura 2 - Il microbiota orale si trasmette soprattutto attraverso trasferimento orizzontale, tra persone conviventi o che vivono a stretto contatto. |
La
trasmissione del microbioma, sia intestinale che orale, potrebbe giocare un
ruolo importante anche nella comparsa di alcune malattie, in particolare a
livello intestinale, e nella loro cura. Ecco perché è importante conoscerne in
modo preciso sia la composizione che le modalità di trasmissione.
Bibliografia:
- Valles-Colomer,
M., Blanco-Míguez, A., Manghi, P. et al. The person-to-person
transmission landscape of the gut and oral microbiomes. Nature 614,
125–135 (2023). https://doi.org/10.1038/s41586-022-05620-1
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