Allergie e intolleranze alimentari non sono la stessa cosa
Nel linguaggio comune le parole
"allergia" e "intolleranza" sono utilizzate come sinonimi
ma, in realtà, indicano due condizioni molto diverse. Entrambe consistono in
una reazione avversa dell’organismo quando entra in contatto con una sostanza
percepita come dannosa.
Spesso si confondono perché hanno
in comune alcuni sintomi (non tutti) e sono attivate dall'ingestione dello
stesso alimento.
Ad esempio, esiste l'allergia alle
proteine del latte e l'intolleranza al lattosio, lo zucchero contenuto nel
latte. E così si parla indifferentemente di allergia al latte e allergia al
lattosio oppure di intolleranza al latte.
Attenzione però! Allergie e
intolleranze alimentari, sebbene condividano alcuni sintomi, dal punto di vista
clinico sono totalmente differenti e hanno conseguenze molto diverse.
Una persona che al ristorante dice
di avere un'allergia al latte che però viene intesa come intolleranza al
lattosio rischia lo shock anafilattico e la morte. È essenziale conoscere la
differenza tra allergie e intolleranze e chiamarle nel modo corretto. Sempre.
Un po' di storia
Le prime osservazioni sui fastidi
dovuti all’ingestione di cibo sono molto antiche. Ippocrate si era già accorto
degli effetti negativi causati dall’ingestione del latte di mucca.
Le reazioni avverse al cibo sono
uno dei temi più controversi della medicina perché non sempre ne sono chiari i
meccanismi, la sintomatologia clinica, la diagnosi e i test che vengono
eseguiti per accertarle.
Allergia vs Intolleranza
Chiarito che l’ allergia e
l’intolleranza indicano due modalità differenti dell'organismo di reagire a
sostanze percepite come estranee, vediamo nel dettaglio quali sono le loro
caratteristiche.
L'allergia alimentare è una
reazione avversa nei confronti di un alimento, o solo di un suo componente, e
scatena una risposta del sistema immunitario. La stimolazione del sistema
immunitario porta alla produzione di anticorpi specifici chiamati
Immunoglobuline E (IgE). La reazione allergica si manifesta rapidamente
dopo l’ingestione del cibo incriminato, secondo l'Organizzazione mondiale delle
allergie (The World Allergy Organization -WAO), da pochi minuti a un'ora dopo
l'ingestione dell'allergene.

Un allergene è una proteina presente nell’alimento che innesca l'allergia. Nella maggior parte della popolazione questa proteina è del tutto innocua, cioè non scatena nessuna attivazione del sistema immunitario. In alcune persone, però, innesca una catena di reazioni del sistema immunitario tra cui la produzione di anticorpi IgE. Questi anticorpi determinano il rilascio di sostanze, come l’istamina, che provocano i sintomi tipici dell'allergia.
I sintomi possono essere lievi e localizzati oppure coinvolgere diversi organi
e apparati, fino ad interessare l'intero organismo. Oltre all’apparato
gastrointestinale, possono essere coinvolti il sistema respiratorio (con
rinocongiuntivite o asma), quello nervoso (capogiro, debolezza, perdita di
coscienza), l’apparato cardio-circolatorio (tachicardia, ipotensione, collasso
cardiovascolare ) e l’apparato tegumentario, in particolare la cute
(orticaria-angioedema/prurito). Tuttavia, può manifestarsi con sintomi molto
gravi, come lo shock anafilattico, le cui manifestazioni principali sono il
collasso cardiovascolare e la perdita di coscienza.
Le allergie sono molto comuni nei primi anni di vita ma possono presentarsi in
qualsiasi momento della vita, anche in età adulta.
Gli alimenti considerati come gli
allergeni più comuni, in tutto il mondo, sono: latte, uova, soia e grano,
arachidi, frutta a guscio (noci, mandorle, noci pecan, anacardi, nocciole, noci
brasiliane, ecc.), pesce e crostacei, semi di sesamo.
Oggi, con l'aggiunta di molti additivi agli alimenti, sono note allergie
scatenate anche da altre sostanze. Ne sono un esempio i solfiti oppure il rosso
carminio (un additivo colorante conosciuto anche come E120) ottenuto dalle
cocciniglie.
La Prevalenza dell'allergia alimentare sembra stia aumentando, anche in seguito
ai cambiamenti climatici.
In alcune persone, gravemente
allergiche, anche una piccolissima quantità di allergene può causare una
reazione pericolosa per la vita. In questi casi basta il contatto con la saliva
di altre persone che hanno ingerito il cibo incriminato per scatenare l’allergia.
Per intolleranza, invece, si
intende la reazione anomala dell'organismo ad un alimento ma non coinvolge il
sistema immunitario. Le intolleranze alimentari costituiscono la maggior parte
delle reazioni avverse al cibo. Si possono suddividere in:
- Intolleranze enzimatiche
- Intolleranze farmacologiche
- Intolleranze non definite
Le intolleranze enzimatiche sono dovute alla riduzione o all'assenza totale di un enzima capace di metabolizzare una componente specifica di un alimento. Possono essere determinate geneticamente (trasmissibili di generazione in generazione) oppure causate da infezioni o malattie intestinali. La celiachia e l’intolleranza al lattosio sono determinate geneticamente. Gli intolleranti al lattosio hanno una carenza di lattasi, l’enzima che scompone il lattosio, lo zucchero del latte, in glucosio e galattosio. Un' altra intolleranza alimentare è il favismo, scatenato dall'ingestione delle fave nelle persone che non producono l'enzima G6PD. L'intolleranza al glutine, meglio conosciuta come celiachia, è anch’essa un’intolleranza alimentare che però in modo indiretto coinvolge anche il sistema immunitario. La celiachia, quindi, non è un'allergia anche se coinvolge il sistema immunitario.
Le intolleranze farmacologiche (dette anche chimiche) sono dovute ad una reazione anomala alle sostanze presenti in alcuni alimenti, generalmente fermentati, come i formaggi e il vino ma anche il cioccolato, i crostacei, gli spinaci ed altri. Sono dose-dipendenti e necessitano di altri co-fattori per manifestarsi, come l’assunzione di determinati altri alimenti. Non si verificano, quindi, ad ogni ingestione. Tra le sostanze che causano intolleranze farmacologiche ci sono le ammine come l’istamina, la serotonina, la fenilalanina e la dopamina oppure le metilxantine come la caffeina, la teofillina e la teobromina. Anche l’alcool, la miristicina contenuta nella noce moscata e la capsaicina presente nel peperoncino possono causare intolleranza alimentare. L’istamina, tra tutte le sostanze elencate, è anche la principale mediatrice di allergie. Tuttavia, quella presente nel cibo deriva dalla degradazione dell’istidina presente negli alimenti da parte dei microrganismi. Normalmente, l’istamina viene inattivata velocemente da uno specifico enzima presente nel tratto gastrointestinale e la sua ingestione non provoca disturbi. L’ utilizzo di alcuni farmaci (come la clorochina, l’acido clavulanico etc.) compromettono l’attività di questo specifico enzima causando l’impossibilità di degradare l’ istamina e quindi una vera e propria intossicazione (da istamina). I sintomi sono nausea, vomito, diarrea, dolore addominale, orticaria, emicrania e palpitazioni.
Le intolleranze alimentari non definite includono tutte le altre reazioni avverse agli alimenti, non comprese tra le intolleranze enzimatiche e farmacologiche. Tra queste ci sono le reazioni agli additivi quali i coloranti alimentari, i conservanti, gli antiossidanti, i correttori di acidità, gli emulsionanti e gli agenti stabilizzanti. Non si conoscono i reali meccanismi alla base di queste reazioni avverse. I possibili sintomi includono asma, orticaria, prurito ed orticaria.Tra gli additivi più ‘famosi’ ci sono:
-- i solfiti (anidride solforosa (E220), metabisolfito di potassio (E224), bisolfito di sodio (E222), bisolfito di potassio (E228)) utilizzati per il loro effetto antimicrobico e antiossidante
-- i nitriti e nitrati (nitrito di potassio E249, nitrito di sodio E250, nitrato di sodio E251, nitrato di potassio E252) usati per garantire una buona conservazione e ostacolare la crescita microbica, in particolare del botulino.
-- il glutammato monosodico ( indicato sulle etichette anche come: E621, glutammato monosodico, glutammato di sodio, L-glutammato monosodico e acido glutammico monoidrato) utilizzato come esaltatore di sapidità.
Il meccanismo cellulare della reazione allergica
Quando un allergene viene ingerito,
è “mangiato” e distrutto dalle cellule immunitarie che agiscono come
sentinelle. Dopo aver fagocitato, termine scientifico per indicare che lo hanno
"mangiato", le cellule immunitarie ricoprono la propria superficie
esterna con dei pezzetti di questo allergene, generalmente delle proteine.
Specifiche cellule immunitarie, i
linfociti di tipo T e di tipo B, si accorgono di questa fagocitosi e iniziano a
comunicare tra loro mediante dei segnali chimici. Lo scopo di questa comunicazione
è la produzione, da parte dei linfociti di tipo B, di anticorpi della famiglia
delle immunoglobuline di tipo E (IgE). Le IgE sono specifiche per ogni
allergene, quindi per ogni alimento. Le IgE sono prodotte durante la prima
esposizione all’allergene e poi sono raccolte e conservate da altre cellule
chiamate mastociti. Nel corso di un secondo contatto con lo stesso allergene i
mastociti rilasciano velocemente le IgE specifiche.
Al primo contatto, generalmente,
non sui manifestano sintomi, avviene in maniera silente. Al contrario, le
successive esposizioni allo stesso allergene scatenano subito la reazione del
sistema immunitario. Perchè? Durante la prima esposizione si formano le IgE
specifiche che al secondo contatto sono già pronte e devono solo essere
rilasciate dai mastociti. A loro volta, i mastociti contengono al loro interno
molti granuli pieni di sostanze infiammatorie che rilasciano in caso di
necessità, come avviene durante una reazione allergica. Tra queste sostanze c'è
l'istamina che crea un'infiammazione locale e porta alla vasodilatazione, al
richiamo di liquidi, a gonfiori locali e altri sintomi tipici delle allergie.
In questi casi è indispensabile utilizzare un autoiniettore
di adrenalina, un farmaco salvavita che le persone allergiche portano sempre
con sé, formato da una siringa con l'ago nascosto all'interno dell'astuccio e
contenente un'unica dose di adrenalina che viene rilasciata non appena la
siringa è premuta sulla coscia. Lo scopo dell'iniezione di adrenalina è quello
di bloccare il rilascio di istamina e di altre sostanze infiammatorie dai
mastociti e di conseguenza la vasodilatazione, l'edema e la
broncocostrizione così da mantenere la respirazione stabile.
Bastano quantità piccolissime di un
allergene per innescare la reazione allergica, che nei casi più gravi può
portare anche allo shock anafilattico. In questo caso, l’ unica possibilità di
salvarsi è data da una repentina auto iniezione di adrenalina.
A differenza degli
intolleranti, le persone allergiche devono fare attenzione alla scritta “può
contenere tracce di…” presente sulle etichette degli alimenti.
Questa dicitura indica che
l'alimento può essere contaminato da tracce piccolissime di allergene, anche se
non presente tra gli ingredienti utilizzati per la preparazione, in grado di
innescare una reazione allergica. La presenza di piccolissime tracce di un
allergene, al contrario, non ha conseguenze per coloro che sono semplicemente
intolleranti.
I sintomi dell’ allergia e dell’intolleranza alimentare
L’allergia alimentare si può
manifestare con sintomi lievi come orticaria, gonfiore delle labbra, della
bocca e della gola, nausea e altri sintomi gastrointestinali ma può portare
anche a sintomi gravi come lo shock anafilattico, potenzialmente fatale. Questi
sintomi, non necessariamente tutti insieme, compaiono da pochi minuti a qualche
ora dall’assunzione dell’alimento a cui si è allergici.
Le intolleranze alimentari
provocano sintomi simili a quelli delle allergie, ma non attivano la risposta
del sistema immunitario, e possono variare in relazione alla quantità ingerita
dell’alimento non tollerato. Le intolleranze si presentano principalmente con
sintomi gastrointestinali come nausea, vomito, gonfiore addominale, diarrea o
stipsi, flatulenza, etc.
Tuttavia, tra i sintomi delle
intolleranze possono esserci cefalee, vertigini, dolori muscolari e eritema
cutaneo.
Le conseguenze delle allergie
Il contatto con un allergene, può
portare nei casi gravi ad una reazione estrema chiamata anafilassi. Nel
linguaggio comune è detto 'shock anafilattico'. Reazione anafilattica e shock
anafilattico, quindi, sono la stessa cosa. A volte si manifesta entro pochi
minuti dall’ingestione dell'alimento incriminato e richiede cure mediche
immediate. Lo shock anafilattico consiste in un abbassamento repentino della
pressione arteriosa fino all'arresto cardiaco. L'unica salvezza è l'utilizzo
tempestivo dell'adrenalina per aprire le vie respiratorie e permettere la
continuità della respirazione. In questi casi è essenziale intervenire
velocemente, anche pochi secondi di ritardo possono determinare un esito
fatale.
Come si curano allergie e intolleranze alimentari
L’unica cura possibile è
l’eliminazione dalla dieta dell’alimento incriminato. Per le allergie bisogna
fare attenzione anche alla dicitura “può contenere tracce di” oppure “ prodotto
in uno stabilimento che tratta anche…” presente sulle etichette dei cibi
confezionati. A differenza delle intolleranze, le reazioni allergiche sono
innescate anche da piccolissime quantità di un alimento/sostanza. Basta una
minima contaminazione, ottenuta ad esempio utilizzando lo stesso utensile, per
attivare il sistema immunitario.
Quanto sono diffuse le allergie alimentari
Ben circa l' 1-5% della popolazione
adulta è soggetta ad allergie alimentari. Nei bambini la percentuale è
maggiore, tra il 3 e il 7%.
Alcune di queste allergie, come
quella al latte, alle uova e al grano nella maggior parte dei casi si superano
con l'età scolare.
Attenzione! Questa percentuale si
riferisce solo alle allergie alimentari, tralasciando quelle scatenate da
allergeni che si inalano.
Per le intolleranze alimentari, gli
unici test validati scientificamente
e riconosciuti dal Sistema Sanitario Nazionale sono Il breath test al
lattosio, il test genetico per l’intolleranza al lattosio e
la ricerca degli anticorpi specifici per laceliachia.
Diagnosi di allergie e intolleranze alimentari
Esistono tantissimi test utilizzati
per diagnosticare intolleranze e allergie alimentari ma non tutti sono validati
scientificamente e riconosciuti dal Sistema Sanitario Nazionale. Il test del capello, dell’iride, il dosaggio delle IgG
e il Vega test non devono
essere eseguiti perché non validati scientificamente. Tra quelli non
riconosciuti scientificamente ci sono anche i test fai da te da effettuare a
casa in autonomia.
Al contrario,
i test validati scientificamente per diagnosticare le allergie alimentari sono il prick test, il prick by
prick, il dosaggio delle IgE specifiche, il test di provocazione orale e i
test molecolari.
I test molecolari identificano le
singole proteine a cui un soggetto è allergico. Sono test di secondo livello,
che vengono richiesti dallo specialista quando i test di primo livello non
permettono di porre una diagnosi certa.
Anche nelle allergie il microbiota intestinale gioca un ruolo importante
L'esatto ruolo svolto dalla flora*
intestinale nello sviluppo delle allergie rimane ancora sconosciuta, tuttavia è
nota una sua alterazione nelle persone allergiche.
In particolare, i bambini allergici
hanno un microbiota* intestinale composto soprattutto
da Lactobacillus e Bifidobacterium, al contrario
dei bambini non allergici nel cui intestino si ritrovano soprattutto batteri
coliformi e lo Staphylococcus aureus.
*Flora e Microbiota sono da
intendersi come sinonimi. Entrambi indicano l’insieme di microrganismi
presenti, in questo caso, nell’intestino.
(Le informazioni
medico-scientifiche pubblicate in questo sito si intendono per un uso
esclusivamente informativo e non possono in alcun modo sostituire la visita
medica).
Bibliografia:
- Montalto M,
Santoro L, D'Onofrio F, Curigliano V, Gallo A, Visca D, Cammarota G, Gasbarrini
A, Gasbarrini G. Adverse reactions to food: allergies and intolerances. Dig
Dis. 2008;26(2):96-103. doi: 10.1159/000116766. Epub 2008 Apr 21. PMID:
18431058.
- Ortolani C,Pastorello EA. Food allergies and food intolerances. Best Pract Res ClinGastroenterol. 2006;20(3):467-83. doi: 10.1016/j.bpg.2005.11.010. PMID:16782524.
-
https://www.salute.gov.it/portale



.png)

Commenti
Posta un commento
Lascia un commento